Il calabrone italiano (Vespa crabro) è la specie più comune di calabrone presente nel nostro Paese. Di dimensioni superiori rispetto ad altre vespe (fino a 35 mm), presenta una colorazione marrone rossiccia con bande gialle sull’addome e ali scure. Rispetto alla vespa comune, ha un corpo più robusto e massiccio, ali più larghe e un volo più rumoroso. A differenza dell’ape, che è pelosa e tende a pungere una sola volta per poi morire, il calabrone può pungere ripetutamente e ha un comportamento generalmente meno aggressivo, difendendo con decisione il nido se percepisce una minaccia.
Inoltre, è un insetto sociale che vive in colonie organizzate, guidate da una regina che dà origine a una nuova generazione di operaie ogni primavera.
I nidi di calabrone, spesso costruiti con fibre legnose masticate e trasformate in una sorta di cartapesta, possono raggiungere dimensioni considerevoli e ospitare centinaia di esemplari. Vengono collocati in ambienti riparati e difficilmente accessibili come tronchi d’albero cavi, sottotetti, intercapedini murarie, cassonetti delle tapparelle o quadri elettrici, sfruttando ogni spazio che offra protezione e tranquillità.
Il periodo di maggiore attività va dalla primavera fino all’autunno inoltrato, con un picco nei mesi estivi, quando le colonie raggiungono la massima espansione. In questa fase, il rischio di incontrare calabroni in casa o in prossimità di aree frequentate da persone diventa particolarmente elevato, soprattutto se il nido si trova vicino a finestre, portoni o zone di passaggio.